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Cataratta giovanile: perché può comparire prima dei 40 anni

Articolo revisionato dal Dott. Silvio Zuccarini, Medico chirurgo specialista in Oftalmologia e Direttore sanitario del Centro oculistico hi-care surgery

La cataratta giovanile è l’opacizzazione del cristallino che si manifesta prima dei 45-50 anni. Può essere congenita cioè presente già dalla nascita oppure acquisita, sviluppandosi nell’arco della vita a causa di fattori genetici, metabolici, traumatici o farmacologici. A differenza della cataratta senile, non è legata all’invecchiamento: colpisce persone giovani, spesso senza alcun segnale d’allarme evidente. L’unico trattamento efficace è chirurgico.

Quando si parla di cataratta, si pensa quasi automaticamente agli anziani. È comprensibile: nella maggior parte dei casi è davvero una malattia dell’età avanzata, tanto che dopo i 75 anni ne soffre circa una persona su due.

Ma esiste una forma di cataratta che “non aspetta i capelli grigi”. Può comparire a 30 anni, a 20, persino alla nascita. Si chiama cataratta giovanile o cataratta precoce ed è più diffusa di quanto si pensi.

Se hai meno di 45 anni e la tua vista sta cambiando in modo strano, se vedi le luci circondate da aloni la sera o se il tuo oculista ha parlato di “opacizzazione del cristallino”, continua a leggere questo articolo: sapere ti aiuta a salvaguardare il tuo senso più prezioso.

Cos’è la cataratta giovanile

Il cristallino è la lente naturale dell’occhio, che mette a fuoco a tutte le distanze. Con il tende a opacizzarsi. Questo processo, nell’anziano, è fisiologico e progressivo.

Nella cataratta giovanile, però, l’opacizzazione arriva prima del dovuto. Il cristallino perde la sua trasparenza per ragioni che non hanno nulla a che fare con l’età anagrafica: malattie sistemiche, fattori genetici, traumi, farmaci, o semplicemente una predisposizione con cui si nasce.

Il risultato è lo stesso della cataratta senile: visione offuscata, difficoltà con le luci, contrasto ridotto — ma in un corpo giovane, con tutto ciò che questo comporta in termini di impatto sulla vita quotidiana, sul lavoro, sulla guida.

Cataratta congenita giovanile: quando il problema è già presente alla nascita

Esiste una forma di cataratta giovanile che si manifesta fin dai primissimi mesi di vita, o addirittura è già presente alla nascita: si chiama cataratta congenita. Non è frequente: secondo i dati disponibili colpisce tra i 3 e i 6 neonati su 10.000 nati, ma richiede attenzione immediata perché, se non trattata precocemente, può interferire con lo sviluppo visivo del bambino e portare ad ambliopia. Le cause della cataratta congenita giovanile sono diverse. Alcune hanno origine genetica, altre sono legate a infezioni contratte dalla madre durante la gravidanza quali rosolia, toxoplasmosi, citomegalovirus; altre ancora a malattie metaboliche come la galattosemia. In molti casi, però, la causa rimane sconosciuta.

La diagnosi precoce è fondamentale. Nei neonati si esegue un semplice esame del riflesso rosso alla nascita. Se il riflesso appare alterato, è necessaria una valutazione oculistica specialistica.

Le cause della cataratta giovanile negli adulti

Nei giovani adulti, e in questa definizione includiamo le persone tra i 20 e i 40 anni, la cataratta precoce può svilupparsi per ragioni molto diverse tra loro.

  1. diabete mellito. È una delle cause più documentate di cataratta precoce. L’eccesso di glucosio nel sangue altera il metabolismo del cristallino, accelerandone l’opacizzazione.
  2. fattori genetici e familiarità. Se uno o entrambi i genitori hanno sviluppato la cataratta in giovane età, il rischio aumenta in modo significativo.
  3. farmaci, in particolare i corticosteroidi. L’uso prolungato è una causa riconosciuta di cataratta nucleare giovanile. Chi soffre di malattie infiammatorie croniche, asma grave o patologie autoimmuni e assume steroidi per anni è una categoria a rischio che spesso non lo sa.
  4. traumi oculari. Un colpo diretto all’occhio, anche se risalente all’infanzia, può danneggiare il cristallino e portare a opacizzazione negli anni successivi.
  5. radiazioni ionizzanti. Esposizioni ripetute a raggi X o radioterapia nella regione della testa e del collo possono accelerare l’opacizzazione del cristallino.
  6. miopia elevata. Chi ha una miopia superiore alle 6 diottrie presenta un rischio maggiore di sviluppare cataratta in età relativamente giovane. Il meccanismo non è ancora del tutto chiaro, ma il dato epidemiologico è solido.
  7. malattie sistemiche. Oltre al diabete, anche l’ipoparatiroidismo, la galattosemia e alcune malattie della tiroide possono favorire l’opacizzazione precoce del cristallino.

Ci sono poi alcuni fattori di rischio, legati a uno stile di vita non salutare, che possono aumentare la probabilità di comparsa di una cataratta giovanile, tra cui:

  • fumo
  • assunzione di quantità eccessive di alcol
  • dieta povera o priva di vitamine;
  • esposizione alla luce solare senza proteggere gli occhi

Cataratta nucleare giovanile: un tipo specifico da conoscere

Tra le forme di cataratta che colpiscono i giovani, la cataratta nucleare merita una menzione separata. Si forma nel nucleo centrale del cristallino e tende a progredire lentamente. Una delle sue caratteristiche paradossali è, che nelle fasi iniziali, può addirittura migliorare temporaneamente la visione da vicino.

Questa falsa percezione ritarda spesso la diagnosi. Non è raro che pazienti giovani arrivino al controllo con una cataratta già avanzata, semplicemente perché per mesi si erano detti che “vedevano meglio da vicino”.

I sintomi della cataratta giovanile

I sintomi della cataratta precoce nei giovani non sono sempre immediatamente riconoscibili, proprio perché ci si aspetta di vederci bene a quell’età. Ma il cristallino non mente!

I segnali a cui devi prestare attenzione sono:

  • visione offuscata o appannata, come guardare attraverso un vetro sporco o immerso nella nebbia. La vista cala lentamente e si tende ad abituarcisi.
  • aloni intorno alle luci la sera. Guidare di notte diventa più difficile perché le luci dei fari sembrano circondate da anelli. È spesso il primo a comparire.
  • riduzione della sensibilità al contrasto. I colori sembrano meno vividi. Le differenze tra chiaro e scuro si appiattiscono.
  • cambi frequenti nella prescrizione degli occhiali. Se il tuo oculista continua ad aggiornarti la ricetta, potrebbe non essere solo un peggioramento della miopia.
  • La luce diretta, il sole, le lampade: diventano fastidiosi in modo insolito.
  • visione doppia in un solo occhio. Sintomo meno comune ma specifico: vedere doppio con un occhio solo può indicare un’alterazione del cristallino.

Hai riconosciuto uno o più di uno di questi sintomi? Non aspettare, proteggi i tuoi occhi: la vista è uno dei sensi più preziosi.

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Cataratta giovanile: quando operare?

Questa è la domanda che ci viene posta più spesso dai pazienti giovani. Ed è comprensibile: la prospettiva di un intervento chirurgico a 30 o 35 anni spaventa.

La risposta onesta è: dipende dall’impatto che la cataratta ha sulla qualità della vita.

In passato si preferiva aspettare che la cataratta fosse “matura” prima di operare. Oggi non è più così. Le tecniche chirurgiche sono avanzate e i risultati altamente affidabili. In hi-care surgery utilizziamo il laser a femtosecondi, una tecnologia che garantisce una precisione non raggiungibile con il bisturi tradizionale. L’intervento è sicuro, rapido e con tempi di recupero brevissimi.

Nei bambini con cataratta congenita, invece, i tempi sono molto più stringenti: l’intervento va eseguito il prima possibile per non compromettere lo sviluppo visivo.

L’intervento per la cataratta giovanile: cosa aspettarsi

Non esistono né farmaci da assumere per via orale, né colliri da instillare che possano bloccare la progressione della cataratta. E questo vale anche per la cataratta giovanile- sottolinea il Dott. Zuccarini.

L’intervento di microchirurgia resta l’unica strada percorribile per rimuovere il cristallino opacizzato anche in età giovanile. La procedura non differisce dall’intervento eseguito negli anziani. Rimosso il cristallino, si sostituisce con una lente intraoculare artificiale (IOL) perfettamente biocompatibile.

La scelta della lente per un paziente giovane è un fattore estremamente rilevante. La lente che si sceglie oggi deve rispondere alle sue esigenze di ora, ma deve essere pensata anche per il futuro.

In hi-care surgery dedichiamo molta attenzione a questa fase. Le lenti multifocali e EDOF permettono di vedere bene a tutte le distanze, riducendo o eliminando la dipendenza dagli occhiali. Le lenti toriche correggono anche l’astigmatismo. Ogni occhio è diverso, e la scelta si fa su misura.

L’intervento dura circa 15-20 minuti, è indolore grazie all’anestesia topica, e la maggior parte dei pazienti recupera la vista già nelle ore successive. Non è necessario il ricovero.

Prevenzione e diagnosi precoce

Non sempre la cataratta giovanile si può prevenire. Se la causa è genetica o congenita, non c’è molto da fare se non diagnosticarla il prima possibile.

Ma in molti casi, alcune precauzioni possono ridurre il rischio o rallentare la progressione. Se hai il diabete, un controllo glicemico rigoroso è fondamentale. Se assumi corticosteroidi a lungo termine, parlane con il tuo medico e fai controllare il cristallino periodicamente. Se pratichi sport a contatto, proteggi gli occhi con le protezioni adeguate.

E poi c’è la regola più semplice: fai visitare i tuoi occhi. Una visita oculistica completa, con esame del cristallino, misurazione della pressione e fundus, è l’unico modo per scoprire una cataratta precoce prima che diventi un problema

Se hai meno di 45 anni e hai familiari che hanno avuto la cataratta in giovane età, se sei diabetico, se assumi cortisonici da tempo: non aspettare i sintomi.

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FAQ: le domande più frequenti sulla cataratta giovanile

Risponde il Dott. Silvio Zuccarini, Medico chirurgo specialista in Oftalmologia e Direttore sanitario di hi-care surgery

Dopo l'intervento di cataratta giovanile la vista torna completamente normale?

Nella grande maggioranza dei casi sì. La lente intraoculare artificiale sostituisce il cristallino opacizzato e restituisce una visione chiara e stabile. Con le lenti multifocali o EDOF, è possibile ridurre sensibilmente la dipendenza dagli occhiali, anche per la lettura. Un aspetto che rassicura molti pazienti giovani: la lente artificiale non si deteriora nel tempo e non svilupperà mai una nuova cataratta. Il risultato è permanente.

La cataratta può ripresentarsi dopo l'intervento?

La cataratta vera e propria no: la lente artificiale non si opacizza. Esiste però un fenomeno chiamato opacizzazione della capsula posteriore, noto come “cataratta secondaria“, che può comparire mesi o anni dopo l’intervento in una parte dei pazienti. Si tratta di un accumulo di cellule sulla membrana che sostiene la lente. Non richiede un nuovo intervento chirurgico: si risolve con un trattamento laser ambulatoriale rapido e indolore, chiamato capsulotomia YAG.

Quanto tempo dopo l'intervento posso tornare a guidare?

Dipende dalla velocità di recupero visivo individuale, ma nella maggior parte dei casi i pazienti possono tornare a guidare entro 24-48 ore dall’intervento. È necessario che l’acuità visiva sia sufficiente e che non ci siano fastidi residui come abbagliamento o visione instabile. Il Dott. Zuccarini valuta caso per caso e dà indicazioni precise durante il controllo post-operatorio del giorno successivo.

Posso operarmi di cataratta se sono in gravidanza o sto allattando?

In gravidanza l’intervento viene generalmente rimandato al periodo successivo al parto, salvo casi in cui la cataratta comprometta gravemente la visione e non sia possibile attendere. Il motivo principale è l’uso di farmaci — colliri anestetici e antinfiammatori — che per precauzione si evitano durante la gravidanza. Durante l’allattamento la valutazione è simile: si tende ad aspettare, ma ogni situazione va discussa individualmente con lo specialista.

La lente artificiale dura tutta la vita?

Sì. Le lenti intraoculari utilizzate oggi sono realizzate in materiali biocompatibili estremamente stabili, progettati per durare decenni senza degradarsi. Per un paziente che si opera a 35 anni, la lente sarà ancora perfettamente funzionante a 80. Non richiede manutenzione, non si consuma e non interagisce con i tessuti oculari.

Dopo l'intervento posso fare sport?

Dipende dal tipo di attività. Le attività leggere — camminata, nuoto in piscina con occhialini, ciclismo — si possono riprendere generalmente dopo una settimana. Gli sport da contatto — arti marziali, rugby, boxe — richiedono un periodo di attesa più lungo, solitamente 4-6 settimane, per permettere alla ferita chirurgica di guarire completamente e ridurre il rischio di traumi all’occhio operato. Lo sport in acqua aperta va evitato per almeno un mese per il rischio di infezioni. Ogni caso viene valutato individualmente.

Qual è la differenza tra lente monofocale, multifocale ed EDOF?

La scelta della lente determina come vedrai per il resto della vita, quindi vale la pena capirla bene.

La lente monofocale corregge la vista a una sola distanza, di solito da lontano, e richiede occhiali per leggere.

La lente multifocale permette di vedere bene a tutte le distanze senza occhiali. In alcune condizioni di scarsa illuminazione può creare aloni o riflessi intorno alle luci, che la maggior parte dei pazienti tollera senza problemi.

La lente EDOF estende la profondità di fuoco in modo continuo, garantendo visione eccellente da lontano e a distanza intermedia — schermo, cruscotto — con meno fenomeni di aloni rispetto alla multifocale. Per la lettura fine potrebbe servire un leggero aiuto con gli occhiali.

Non esiste la lente migliore in assoluto: esiste quella giusta per il tuo stile di vita e le caratteristiche del tuo occhio.

Abbiamo risposto a tutte le tue domande? Hai ancora dubbi? Siamo a tua disposizione se hai bisogno di più informazioni o vuoi prenotare una visita.

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