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Retinopatia diabetica: cos’è, diagnosi e trattamenti

Articolo revisionato dal Dott. Silvio Zuccarini, Medico chirurgo specialista in Oftalmologia e Direttore sanitario del Centro oculistico hi-care surgery

Cos’è la retinopatia diabetica

La retinopatia diabetica è una delle complicanze più frequenti e temute del diabete mellito. Colpisce la retina, il tessuto sensibile alla luce nella parte posteriore dell’occhio: i livelli elevati di glucosio nel sangue indeboliscono le pareti dei capillari retinici fino a creare microaneurismi, favorire la trasudazione di liquido (edema) ed emorragie localizzate.

Se non diagnosticata e trattata per tempo, la retinopatia diabetica può portare a una grave riduzione della vista e, nei casi più avanzati, alla cecità. In Italia oltre un milione di diabetici soffrono di retinopatia, ma il dato potrebbe essere sottostimato per mancanza di prevenzione. Solo l’11% delle persone con diabete, infatti, fa prevenzione ed esegue un esame annuale del fondo oculare.

Un numero che ci preoccupa, e che è uno dei motivi per cui facciamo della prevenzione uno dei nostri impegni principali.

Classificazione della retinopatia diabetica

Distinguiamo due forme principali, con caratteristiche e livelli di rischio molto diversi.

  1. Retinopatia diabetica non proliferante (background)

La retinopatia diabetica non proliferante — detta anche retinopatia diabetica background — è la fase iniziale della malattia. I piccoli vasi retinici aumentano la loro permeabilità o si occludono progressivamente. Nelle forme lievi, moderate e severe osserviamo: microaneurismi, emorragie puntiformi, essudati duri e aree di ischemia maculare. In questa fase può comparire l’edema maculare, principale responsabile del calo visivo nei pazienti diabetici.

    2. Retinopatia diabetica proliferante (proliferativa)

Nella retinopatia diabetica proliferante o proliferativa, l’ischemia retinica avanzata stimola la formazione di nuovi vasi sanguigni anomali e fragili. Questi neovasi possono rompersi e causare emorragie vitreali, distacco di retina trazionale e — nelle forme più gravi — glaucoma neovascolare. È lo stadio più pericoloso per il mantenimento della vista e quello su cui interveniamo con la massima tempestività.

Sintomi della retinopatia diabetica

Uno degli aspetti più insidiosi di questa patologia è che nelle fasi iniziali è quasi sempre asintomatica. Il paziente non avverte alcun disturbo percettibile, poiché le alterazioni vascolari interessano inizialmente le zone periferiche della retina, non coinvolte nella visione centrale.

I sintomi della retinopatia diabetica compaiono tipicamente quando la malattia è già in fase avanzata o quando è coinvolta la regione maculare.

Sappiamo che questa consapevolezza può creare ansia, ma riconoscere la sintomatologia è il primo passo per proteggersi davvero.

Fai attenzione a:

  • visione offuscata o annebbiata
  • miodesopsie sono le cosiddette “mosche volanti” 
  • calo progressivo dell’acuità visiva
  • comparsa improvvisa di macchie scure o perdita di porzioni del campo visivo 
  • difficoltà nella visione notturna e nei contrasti

Come difendersi da una malattia che nelle fasi inziali è quasi sempre asintomatica? Con lo screening periodico l’unico strumento realmente efficace per una diagnosi precoce.

Hai riconosciuto uno o più di uno di questi sintomi? Vieni a trovarci in hi-care surgery: siamo specializzati nel trattamento di patologie come la retinopatia.

Esami di screening per la retinopatia diabetica

Gli esami di screening sono fondamentali per ogni paziente diabetico, anche in assenza di sintomi. Le linee guida internazionali raccomandano una visita oculistica completa con esame del fondo oculare in midriasi almeno una volta all’anno.

In hi-care surgery utilizziamo gli esami diagnostici più avanzati:

Esame del fondo oculare in midriasi

Ci permette di visualizzare direttamente lo stato dei vasi retinici, rilevare microaneurismi, emorragie ed essudati e valutare la presenza di neovascolarizzazione.

OCT: tomografia a coerenza ottica

Un esame non invasivo, rapido e completamente indolore che analizza in dettaglio tutti gli strati della retina. Identifica anche i più piccoli accumuli di fluido intraretinico (edema maculare) e ci consente di monitorarne l’evoluzione nel tempo con grande precisione.

Fluorangiografia (FAG)

Prevede la somministrazione endovenosa di un mezzo di contrasto fluorescente per visualizzare con precisione le alterazioni microvascolari, le aree ischemiche e le eventuali neovascolarizzazioni. È l’esame che utilizziamo per pianificare il trattamento laser in modo personalizzato.

Cure e trattamenti per la retinopatia diabetica

La domanda che molti pazienti si pongono è: di retinopatia diabetica si può guarire? La risposta onesta è che la guarigione completa non è sempre possibile, specialmente negli stadi avanzati. Tuttavia, una diagnosi precoce consente di rallentare significativamente o arrestare la progressione della malattia, preservando la vista in oltre l’80% dei casi trattati tempestivamente. Ecco perché ripetiamo sempre che la prevenzione è fondamentale per la salute degli occhi. 

Controllo metabolico: la prima terapia

Il controllo rigoroso della glicemia e dell’emoglobina glicosilata (HbA1c) rimane la terapia più importante e insostituibile. Anche livelli moderati di iperglicemia sono associati alla progressione della retinopatia. La gestione del diabete è il pilastro fondamentale su cui si costruisce qualsiasi altro trattamento.

Laser per la retinopatia diabetica

Il laser è uno dei trattamenti più efficaci che abbiamo a disposizione da decenni. La fotocoagulazione con argon laser agisce, bloccando la progressione delle lesioni e riducendo il rischio di emorragie. Lo utilizziamo sia nelle forme non proliferanti con edema maculare, sia nella retinopatia diabetica proliferante.

È un trattamento ambulatoriale, indolore perché instilliamo collirio anestetico, e non richiede generalmente ricovero ospedaliero. Il paziente può tornare a casa già poche ore dopo.

Iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF

Per la cura della retinopatia diabetica proliferativa e dell’edema maculare diabetico, le iniezioni intravitreali di farmaci anti-VEGF rappresentano oggi uno standard terapeutico consolidato. Questi anticorpi monoclonali inibiscono il fattore di crescita vascolare endoteliale, riducendo la neovascolarizzazione anomala e favorendo il riassorbimento dell’edema maculare con miglioramento dell’acuità visiva.

Vitrectomia

Nei casi più avanzati  può rendersi necessaria la vitrectomia, un intervento microchirurgico intraoculare eseguito in anestesia locale che consente di rimuovere il sangue accumulato nel corpo vitreo e trattare le complicanze strutturali della retina.

I vantaggi  per il paziente sono davvero concreti: 

  • intervento poco invasivo
  • rapido recupero post intervento: non è necessario neanche il ricovero
  • risoluzione definitiva dei difetti visivi

Prevenzione: il ruolo dello screening e dello stile di vita

La prevenzione è quindi la prima forma di difesa. in hi-care surgery l’articoliamo su tre livelli:

  1. prevenzione primaria con il controllo dei fattori di rischio come glicemia, pressione arteriosa e  un’alterazione dei livelli di grasso nel sangue
  2. prevenzione secondaria che prevede la diagnosi precoce attraverso screening sistematici
  3. prevenzione terziaria cioè la riabilitazione visiva nei pazienti con danno già consolidato.

Chi convive con il diabete dovrebbe sottoporsi almeno ogni sei-dodici mesi a una visita oculistica completa: la vista, va protetta prima ancora di perderla.

Sei diabetico e non hai ancora fatto un controllo oculistico quest’anno?

Lo screening è semplice, rapido e può fare la differenza tra preservare la vista e perderla. È il gesto di prevenzione più importante che puoi fare oggi. 

Dott. Silvio Zuccarini - hi-care surgery

Dott. Zuccarini, quali sono le nuove strategie di trattamento per la retinopatia diabetica tra intelligenza artificiale e nuove formulazioni terapeutiche?

“Siamo in un momento davvero importante per la ricerca in questo campo. Sul fronte terapeutico, nuove formulazioni,  rappresentano un cambio di paradigma:  riducendo la frequenza delle iniezioni intravitreali e migliorando la durabilità del trattamento. Per molti pazienti significa meno accessi in studio senza rinunciare all’efficacia terapeutica.

Sul fronte dell’intelligenza artificiale, i progressi sono altrettanto significativi. Oggi esistono algoritmi di deep learning capaci di analizzare le immagini del fondo oculare con una sensibilità diagnostica paragonabile — e in alcuni studi superiore — a quella dello specialista umano. Questi strumenti non sostituiscono il medico, ma lo potenziano: ci permettono di intercettare alterazioni microvascolari precoci che potrebbero sfuggire a un esame standard, e di monitorare la progressione della malattia con una precisione che fino a pochi anni fa era impensabile.

La direzione è chiara: diagnosi sempre più precoce, trattamenti sempre più personalizzati e meno invasivi. Per i pazienti diabetici questo si traduce in una sola cosa concreta: più possibilità di preservare la vista nel tempo.”

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