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Mosche volanti e lampi di luce: quando possono essere segnali di un distacco della retina

Articolo revisionato dal Dott. Silvio Zuccarini, Medico chirurgo specialista in Oftalmologia e Direttore sanitario del Centro oculistico hi-care surgery

Le mosche volanti o nel termine medico miodesopsie sono piccole ombre mobili che vedi fluttuare nel campo visivo. Nella maggior parte dei casi sono innocue e legate all’invecchiamento del corpo vitreo. Ma se compaiono all’improvviso, numerose e accompagnate da lampi di luce, possono segnalare una rottura o un distacco della retina: in questo caso serve una visita oculistica urgente, nell’arco di 24-48 ore.

Cosa sono davvero le “mosche volanti” negli occhi

Le cosiddette mosche volanti o floaters appaiono come dei corpuscoli neri all’interno del campo visivo che seguono la direzione dello sguardo quando l’occhio viene mosso. È un’esperienza abbastanza comune: alcuni dei nostri pazienti ci riferiscono di vedere ragnatele, fili trasparenti o bagliori luminosi che appaiono soprattutto guardando il cielo o uno sfondo luminoso.

La loro presenza testimonia il distacco del corpo vitreo, cioè la sostanza gelatinosa che riempie l’occhio, dalla retina. Fortunatamente nella maggior parte dei casi si tratta di condizioni benigne: solo una minoranza dei distacchi di vitreo evolve in un distacco di retina vero e proprio. Tuttavia la comparsa improvvisa di miodesopsie rappresenta un sintomo da non trascurare che raccomandiamo di far valutare dal tuo oculista di fiducia.

Mosche volanti: le cause più frequenti

Le cause delle mosche volanti negli occhi sono quasi sempre fisiologiche:

  • invecchiamento del vitreo (sineresi): il fattore numero uno, tipicamente dopo i 50 anni
  • miopia elevata: l’occhio più lungo favorisce una degenerazione vitreale precoce, anche a 30 anni
  • mosche volanti dopo intervento di cataratta: non sono causate dall’operazione. Semplicemente, con un cristallino nuovo e perfettamente trasparente, vedi meglio ombre che prima erano mascherate
  • traumi oculari e infiammazioni (uveiti)
  • emorragie vitreali, più frequenti in chi ha diabete

 

Due precisazioni utili:

  1. occhio secco e mosche volanti sono condizioni diverse: la lacrimazione instabile crea un annebbiamento che migliora sbattendo le palpebre, le miodesopsie no.
  2. mosche volanti e pressione arteriosa non hanno un legame diretto: l’ipertensione danneggia i vasi retinici, ma non genera corpi mobili.

Il distacco posteriore di vitreo: il momento in cui serve attenzione

A un certo punto il vitreo, ritirandosi, si stacca dalla retina. È il distacco posteriore di vitreo, un evento naturale che quasi tutti attraversano.

Il problema è come si stacca.

In alcuni punti il gel aderisce alla retina più tenacemente. Nel separarsi può tirare: proprio quella trazione produce i lampi di luce (fotopsie): brevi flash a mezzaluna, più evidenti al buio o con la coda dell’occhio. Se la trazione è forte, la retina si lacera. E una lacerazione lasciata a sé stessa può evolvere in distacco di retina, che è un’emergenza chirurgica.

 Come riportato nel Preferred Practice Pattern® dell’American Academy of Ophthalmology su “Posterior Vitreous Detachment, Retinal Breaks, and Lattice Degeneration”, circa il 10% dei pazienti con distacco posteriore di vitreo acuto e sintomatico presenta una o più rotture retiniche alla prima visita. È il motivo per cui con questi sintomi è fondamentale agire tempestivamente.

I segnali d’allarme: quando devi prenotare subito

Chiama il tuo oculista oggi stesso se noti:

  1.  una “pioggia improvvisa” di mosche volanti, molte più del solito, comparse in poche ore
  2. lampi di luce ripetuti
  3. un’ombra scura, una tenda o un velo che avanza dalla periferia verso il centro
  4. un calo visivo rapido o una distorsione delle immagini

 Il terzo sintomo è il più serio: quando compare la tenda, il distacco è già in corso.

 L’esame che serve è semplice e indolore: l’esame del fondo oculare in midriasi, cioè con pupilla dilatata, ci permette di ispezionare la retina fino all’estrema periferia. Dieci minuti che possono salvare la tua vista.

Hai notato uno o più di uno di questi sintomi?

 La salute dei tuoi occhi non può aspettare.

Mosche volanti: rimedi reali e falsi rimedi

Partiamo dalla verità che non farà piacere a chi ci sta leggendo: “non esistono colliri, integratori o esercizi in grado di dissolvere le miodesopsie”- sottolinea il Dott. Zuccarini. “Quello che accade davvero, e che funziona per la maggior parte delle persone, è il neuroadattamento: il cervello impara a ignorare quelle ombre. Nel giro di qualche mese il paziente continua a notarle solo se ci pensa.”

Quando invece le mosche volanti compromettono la lettura, la guida, il lavoro al computer, esistono opzioni chirurgiche selezionate, come la vitrectomia, valutabili solo caso per caso e dopo un attento bilancio rischi-benefici.

Se la cura delle miodesopsie ti interessa, il primo passo è sempre lo stesso: capire la causa che le genera. Solo dopo un’attenta valutazione oculistica pianifichiamo il percorso di cura migliore per il tuo specifico caso.

Domande frequenti sulle mosche volanti(FAQ)

Risponde il Dott. Silvio Zuccarini, Direttore sanitario di hi-care surgery

 

Quando compaiono generalmente le miodesopsie?

Con riferimento allo studio Prevalence of vitreous floaters in a community sample of smartphone users, pubblicato sul Journal of Ophthalmology e indicizzato nella banca dati del National Library of Medicine, si tratta di una condizione molto comune. Fino al 76% degli adulti dichiara di percepire floaters nella propria visione, mentre circa il 33% li considera un reale disturbo visivo.

La comparsa varia con l’età: si stima che nel 5% della popolazione tra i 20 e i 40 anni emergano segni iniziali di degenerazione del vitreo, percentuale che sale al 19% tra i 41 e i 50 anni, al 63% tra i 51 e i 60 anni, e supera l’80% oltre i 60 anni.

Oltre la vitrectomia ci sono altri interventi meno invasivi?

Sì, la Vitreolisi Laser YAG: è un trattamento ambulatoriale indolore in cui un fascio di luce laser colpisce i corpi mobili, vaporizzandoli o riducendoli in frammenti molto più piccoli e meno fastidiosi. È risolutivo per molti pazienti, ma richiede che le opacità abbiano determinate dimensioni e si trovino a una distanza di sicurezza dal cristallino e dalla retina.

Le mosche volanti sono legate allo stress o all'ansia?

Sì, lo stress cronico e l’ansia possono accentuarne la percezione. Generalmente in stati di ansia si tende ad avere una maggiore attenzione e sensibilità (ipervigilanza) verso il proprio corpo, rendendo i corpuscoli, solitamente ignorati dal cervello, molto più evidenti. Lo stress può inoltre favorire la disidratazione del vitreo e una lieve contrazione del gel.

Dopo un distacco di vitreo posso stare tranquillo?

Sì, se la retina è integra. Il rischio di rottura si concentra nelle prime 6 settimane. In hi-care surgery, dopo la diagnosi iniziale, pianifichiamo una visita di rivalutazione a distanza di alcune settimane, poi personalizziamo il calendario in base ai sintomi, ai fattori di rischio individuali e ai reperti retinici riscontrati. È possibile ridurre il rischio di complicanze evitando attività traumatiche o sport ad alto impatto e prestando attenzione a qualsiasi cambiamento improvviso della visione.

Hai ancora domande o vuoi prenotare una visita oculistica? Siamo a tua disposizione.

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